“Ravenna è unica, ma dobbiamo anche imparare da Francia e Spagna dove nelle città di mare non esiste più cesura tra luoghi di vita e lavoro e luoghi di svago e natura.”

Michele De Pascale, Sindaco di Ravenna dal 21 giugno 2016, ha risposto alle nostre domande sul senso del progetto internazionale per la riqualificazione di aree e stradelli retrodunali nei lidi ravennati. 32 anni, esponente di punta di una nuova generazione di amministratori, scommette sul futuro, il cambiamento, le persone e il valore del territorio. 

1. Perché la realizzazione del nuovo progetto sull’area e gli stradelli retrodunali può essere importante per i turisti dei 9 lidi, per i ravennati e per lo sviluppo del territorio?

Questo progetto fa parte di una strategia complessiva, tesa a restituire un valore preminente al rapporto tra la città e il mare, consentendo nuove opportunità di crescita all’economia turistica e contemporaneamente sviluppando i temi della riqualificazione ambientale, paesaggistica e urbana. Il progetto fa parte di una visione più ampia che insieme a diverse altre azioni messe in campo, come la valorizzazione della Piallassa Baiona, la maggiore attenzione alla manutenzione e al decoro urbano dei lidi, i progetti di comunicazione turistica dedicati, vanno nella direzione di un pieno e positivo rilancio dei nostri 35 chilometri di costa.

2. Che cosa si aspetta il Sindaco dal bando internazionale e dalla realizzazione del nuovo progetto, quali sono i tempi previsti?

Vogliamo individuare la migliore scelta progettuale possibile per la realizzazione di un obiettivo che ci sta molto a cuore, nella quale intendiamo investire dieci milioni di euro. Per questo abbiamo pensato a un concorso internazionale: attirare i migliori professionisti, in grado di presentare proposte innovative, efficaci e con una visione contemporanea. Immaginiamo le aree retrostanti gli stabilimenti balneari, gli stradelli di accesso e le fasce retrodunali come percorsi turistico-naturalistici, luoghi di incontro, di aggregazione, di svago e di relax accessibili a tutti. Il rapporto tra ambiente e spiaggia dovrà essere l’elemento portante del disegno territoriale, per uno sviluppo che guardi alla qualità e non al consumo di suolo.

Entro questa consiliatura la spiaggia cambierà volto.

3. Esistono altri casi di progetti simili in Italia e/o in Europa che l’hanno ispirato?

Non esiste un progetto di una singola località da cui prendere spunto, ma sicuramente noi e l’Italia abbiamo da imparare da altri paesi, ad esempio Francia o Spagna, che hanno iniziato prima ad affrontare il tema della riqualificazione delle aree urbane complesse, anche per le città di porto e di mare come Ravenna. Nelle città di mare il rapporto fra i luoghi di vita (lavoro o residenza) e i luoghi di svago (spiaggia, zone naturali) tendono a non essere più caratterizzati dalla cesura imposta dai precedenti sviluppi urbanistici settoriali. Ravenna, con i suoi 35 km di costa e i suoi 9 lidi, è una realtà assolutamente unica, ma sicuramente  deve essere sempre più una città di mare, e connettere le strade che portano al litorale con la pineta, la spiaggia e il mare senza soluzione di continuità può contribuire a questo obiettivo.

Si ringrazia per la collaborazione Eleonora Polacco, portavoce del Sindaco.

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