Lido di Dante

Come sicuramente avete avuto modo di constatare nell’incontro a Lido di Dante del 20 settembre, le idee diverse da quelle illustrate nel corso dell’incontro non hanno la possibilità di essere espresse in quanto immediatamente le poche persone che hanno gli interessi ti additano e offendono.
Purtroppo, e io vi parlo da proprietario e turista, la situazione a Lido non è certamente delle più felici, a parte per coloro che sono interessati al ‘nudismo’ che in modo forzoso si sono appropriati della zona più bella della località.
Infatti il paesino, molto piccolo e pertanto molto adatto alle famiglie con bambini specialmente piccoli, non trova il confort che una località come questa dovrebbe offrire, e parlo di situazioni evidenti di scambismo prostituzione maschile e femminile, atti osceni e tutto ciò che ne deriva.
Risulta pertanto eccessivamente prevalente, in una località così piccola, la presenza di atteggiamenti anomali che sicuramente mettono a disagio.
Sono oltre 30 anni che frequento il lido e vi posso garantire che negli anni è tutto peggiorato al punto che tante famiglie non vengono più. Credo che questo lo si possa vedere anche dai dati on vostro possesso, oggi esiste in prevalenza il turismo del fine settimana che a mio parere non porta molto in confronto all’impatto sul territorio.
Altra cosa a cui occorre fare attenzione è la mancanza di spiaggia per farsi una camminata, a sud della località, luogo incantevole dal punto di vista ambientale è praticamente monopolizzata dai ‘nudisti’, davanti ai bagni abbiamo circa 400 mt e poi c’è la spiaggia a nord verso la foce dei Fiumi Uniti ma parliamo di un’area privata dove sarebbe vietato stazionare.
Qual è secondo me lo sviluppo turistico per Lido di Dante:
• Sviluppare gli aspetti ambientali in modo da attrarre un turismo con tale vocazione, è rimasta l’unica località che può vantare una riserva naturale così ampia a ridosso dell’abitato;
• Di conseguenza sviluppare i percorsi cicloturistici in modo di permette al turista un facile accesso alla città storica, all’entroterra romagnolo e agli altri lidi a nord e sud;
• Sviluppare manifestazione legate ai percorsi cicloturistici e alla citta storica;
• Fare in modo che la stagione turistica si estenda prima e dopo il classico periodo balneare;
• Occorrono manifestazioni rivolte ai piccoli;
• Una località più sicura cercando di eliminare quello che avviene tutte le sera all’ingresso della località;
• Avendo a disposizione il fiume è necessario stimolare la nautica pe le piccole imbarcazioni, è l’unica località che non possiede un alaggio o un’uscita a mare.
• Ritengo che il ‘nudismo’ debba essere limitato nelle presenza, se si ritiene necessario deve avvenire in una zona limitata e controllata in modo che ci sia un responsabile che si faccia carico dei comportamenti scorretti ed eventualmente rendere l’accesso oneroso, non può in alcun modo interagire con gli altri frequentatori della costa.

6 Risposte a “Lido di Dante”

  1. Fidenzio il

    Quale naturista della prima ora avendo iniziato a frequentare la Bassona in maniera continua dal 1977, prima nella spiaggia poco a nord della foce del Bevano e poi dal 1986 nella parte più a nord distante oltre 2Km dalla foce in corrispondenza del sentiero che attraversa la pineta iniziando dal Camping Classe, mi permetto di dire che il signor Mauro Raffoni affermando che i naturisti si sono appropriati della zona più bella della località, può indurre chi legge a credere che questi abbiamo tolto spazi ai non naturisti.
    Per la verità la spiaggia di cui parliamo era pressoché deserta ed erano rari quelli che la percorrevano sino alla foce del Bevano ed una maggiore presenza di passeggiatori venne dopo con la presenza dei naturisti iniziata nel lato più a nord nel 1986 col parere favorevole del sindaco Giordano Angelini, del Comitato cittadino di Lido di Dante e Lido Adriano e dell’assessore regionale Giorgio Alessi a nome della Giunta.
    Di questa spiaggia ora sono disponibili, sino ad agosto o quasi, solo 400metri con una presenza di naturisti stretti come le sardine in scatola e non posso che ritenere ridicola la proposta di Raffoni avente lo scopo di valorizzare la località di Lido di Dante riducendo il numero dei turisti naturisti che sono la parte più numerosa da tanti anni della località marina e trasferirli in un recinto non definito.
    Al contrario occorre creare le condizioni che i naturisti possano disporre di servizi per favorire questo tipo di turismo e da tenere in considerazione che ben poco si può contare sugli aspetti ambientali essendoci anche delle specie da proteggere.

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  2. Arturo Bonazzi il

    Gentilissimo Raffoni, anche noi, con tutta la famiglia, fin da quando avevo 16 anni, ad oggi quasi 50enne, frequentiamo abitualmente Lido di Dante.
    I primi anni avevamo un posto nel Camping Classe, fantastici ricordi di gioventù, ma se proprio devo dirla, l’isola felice era il Campeggio, almeno un paio di volte la settimana c’erano risse in paese, sempre con protagonisti non italiani, spesso ubriachi o fatti. A volte si sono visti dei coltelli … La polizia arrivava quando riusciva anche perché c’era una sola via di accesso.
    Ricordo anche un rapina al supermarket del paese conclusasi con i rapinatori dispersi nei campi perché piu o meno tutto il paese si era unito nelle chiusura della Marabina.
    Allora forse c’erano meno situazioni di scambismo in paese, meno tutto, ma solo in paese, in pineta era folclore puro elevato all’ennesima potenza.
    Ricordo anche l’arresto di una signora non più in “erba” per prostituzione; la signora, che abitava vicino a viale Catone (avevamo già la casa al Lido), sinceramente non l’avevo mai vista, eppure aveva un’agenda con oltre duemila clienti, correva se non sbaglio il 1994.
    Lo scambismo, le prostitute, i gay, i trans ci sono sempre stati, i miei figli sono praticamente nati a Lido di Dante, ho un vicino trans e altri vicini.
    Sinceramente ognuno di noi puo fare quello che vuole finché non lede i diritti altrui, certo rispettando la legge.
    Se il mio vicino diciamo “diverso da me” vuole prostituirsi, purché non leda i miei diritti per me può farlo senza problemi, certo, se fa sesso nel cortile sotto alla mia terrazza non garantisco la reazione….
    Le ronde in paese ci sono sempre state, gli scambi di colpi luce con gli abbaglianti pure, quindi perché la gente non viene più a fare le vacanze lunghe?
    Semplicemente costa troppo rispetto all’offerta, i prezzi sono gli stessi dei paesi vicini che offrono alle famiglie e ai giovani molto di più.
    Altra visuale, la crisi.
    Negli anni ’90 nessun bagno rimaneva aperto la sera, c’erano due posti che affittavo i pedalo, due sale giochi, ricordo anche una corsa podistica in agosto in giro per la pineta con arrivo in paese e il mitico torneo di tennis.
    Molti di quelli che lavoravano nel settore potevano permettersi di “sgobbare” per 4/5 mesi (compresi i preparativi), per poi godersi il guadagnato riposo.
    Gli affitti sono allo stesso livelli di paesi come Lido Adriano che non mi sembra paragonabile (come offerta alle famiglie) a Lido di Dante, questo però è sempre stato cosi.
    Noi per esempio non ci siamo mai sognati di spostarci.
    Proseguendo in ordine alla sua lettera:
    – Se una persona vuole passeggiare a sud come a nord del paese può attualmente percorrere la stessa distanza (anzi secondo me a sud è più lunga la spiaggia);
    – Nell’area privata a Nord sarà vietato stazionare quando i proprietari metteranno i dovuti divieti, abitando adiacente all’area, non vedo divieti di nessun genere.
    Riguardo allo sviluppo turistico:
    – giusto sviluppare l’ambiente, ma se il turista vede nei paesi limitrofi qualcosa che a Lido di Dante non c’è, dorme, mangia e staziona vicino, poi si sposta, altre sono le cose da migliorare;
    – giusto sviluppare il ciclo turismo, a maggior ragione chi ha le ruote si muove meglio;
    – uguale a sopra;
    – banale parlare di allungare la stagione, ma chi ha la forza economica per farlo? Non è meglio far crescere la stagione, per poi invogliare il turista a rimanere o a tornare?
    – gli spettacoli per piccoli non interessano agli adulti, che sono quelli che dovrebbero spendere, forse offrendo situazioni che interessano gli adulti, offrendo servizi per i piu piccoli, tipo baby sitteraggio, forse attragga maggiormente la famiglia;
    – non mi sembra di ricordare episodi di violenza o altro, piccoli furti ci sono sempre stati, ci disturbano le ronde, ci disturbano i continui colpi di abbaglianti, chiudiamo i parcheggi e il lungo mare, ma parlare di rendere più sicuro il Lido “cercando di eliminare quello che avviene tutte le sera all’ingresso della località” mi sembra una “sparata”
    – questa mi sembra proprio gigantesca, nel paese più piccolo del litorale e quello con meno turismo, spendere risorse per il porticciolo …. Le disposizioni marittime tendono ad impedire ai mezzi da diporto di entrare nei fiumi e noi cerchiamo di andarci avverso, questa è da fuochi d’artificio …
    – limitare la presenza, nemmeno a Bossi verrebbe in mente una roba del genere, spero sia uno scherzo, controllare i naturisti, ma per quale motivo? Creiamo i presupposti perché stiano bene nella spiaggia che possono frequentare, diamogli un minimo di infrastruttura (un bar e i bagni) e saranno loro a non volere certe situazioni (che vorrei ricordare esistono in pineta dall’anno della creazione della terra).
    Accesso oneroso alla spiaggia, ma per piacere.
    Personalmente coi miei figli (a partire dall’età di anni zero) siamo sempre andati a vedere la foce, passando dal mare, dalla spiaggia, dalla pineta o dalla campagna, se vedevamo comportamenti poco consoni facevamo in modo da distrarli, in età piu avanzata, dicevamo di girarsi, alla fine facevamo finta di niente. Sono entrambi cresciuti senza traumi….
    Detto questo sono il primo che censura questi comportamenti, ma oltre a fare delle segnalazioni non saprei cos’altro fare.
    Il sistema migliore è sicuramente rendere il gruppo dei naturisti co-responsabile dei beni, come dicevo sopra saranno loro a isolare le persone che non si comportano in modo corretto.

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  3. Alberani loretta il

    Ho comperato lo scorso hanno una casa a lido di dante perché è lido di dante. Potevo farlo in qualsiasi altro lido della costa ma è stata una scelta precisa .
    Il lido rappresenta nel suo microcosmo come dovrebbe essere il mondo dove, nel rispetto reciproco, c’è posto per tutti, famiglie con bambini, gay, naturisti . Maggior sforzo e impegno non per omologare tutti a una visione di società fuori dal tempo, ma contro coloro che approfittano della mancanza di presidi nel territorio.

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  4. enrico il

    Bonazzi qui sopra ha espresso in modo corretto anche il mio pensiero.
    Credo Rafoni che le sue idee molto carine siano in parte inattuabili. In quanto ai naturisti limitarne il “numero” e istituire un “biglietto di ingresso” eventuale credo sia la baggianata più insolente da dirsi. Faccia due conti in stagione e veda le presenze dei “tessili” e le paragoni ai “naturisti”. Allora si che il già limitato commercio locale potrebbe avere dei sussulti. Quello che comunque non comprendo è perchè, visto che non riesce ad attuare alcuna delle sue idee, ed ha contro la maggior parte della popolazione (vedi fischi della riunione pubblica in agosto) non lascia il posto di Consigliere del Comitato cittadino. In ogni caso le faccio sapere che tra le varie associazioni a difesa del famigerato tratto di spiaggia naturista c’è anche un’altra associazione che cerca di difendere per quel che può Lido di Dante e la spiaggia dedicata (www.amicidellabassona.it).

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  5. Elena Marani il

    Trovo assurdo limitare il naturismo a Lido di Dante quando invece dovrebbe essere proprio incentivato. Tutti gli anni vengo in vacanza a Lido di Dante proprio grazie al naturismo, ma se la spiaggia dovesse essere ridotta non tornerei più.

    Il naturismo a Lido di Dante va incentivato come punto di forza. Oggi Lido di Dante è una delle poche spiagge in Italia a permetterlo; andrebbe promossa in tutta Europa come località balneare naturista.

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  6. Alessandro il

    Buongiorno.
    Da turista, frequentatore del Lido da oltre venti anni, ascoltando gli umori delle persone e in particolare i commercianti, mi viene da pensare che una delle soluzioni nell’immediato, per promuovere e incentivare il turismo naturista, sdoganandolo dai soliti inutili pregiudizi, come elencati dal sig. Mauro Raffoni, sia quello di sciogliere subito il comitato cittadino, formandone uno nuovo, con persone che prendano a cuore il tema. Allargando gli spazi dedicati, con Infrastrutture e servizi, renderebbe molto appetibile questo tipo di mercato, e, sicuramente anche molte famiglie naturiste si recherebbero più numerose e motivate. Limitare l’accesso ai naturisti in spiaggia, credo sia un errore imperdonabile. Favorirebbe solo l’arrivo di personaggi ambigui. Il “naturista sano” se ne andrebbe certamente altrove. Non ci vuole molto a capirlo. Meditiamo e guardiamo con pensiero benevolo a ciò che all’estero è sempre rappresentato come una ghiotta risorsa. E sarebbe ora!
    Cordiali saluti
    Alessandro Nagni

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