Workshop “Rigenerazione Urbana” Corrado Longa, architetto, partner dello Studio Stefano Boeri Architetti 24 ottobre ore 15,30, Ravenna, Biblioteca Classense, Sala Muratori

Ecco una breve intervista a Corrado Longa sulle possibili metodologie di intervento nei 9 lidi ravennati.

Che cosa si intende con rigenerazione urbana?

Partiamo dal presupposto che la rigenerazione urbana è di tre tipi

  • Ambientale: punta al riutilizzo di spazi ambientali compromessi da fattori esterni quali la presenza di fabbriche
  • Urbana: punta alla ri-funzionalizzazione degli ambienti urbani e a trovare una nuova flessibilità degli usi di questi spazi
  • Periurbana: punta al recupero di quegli spazi intermedi fra ambiente e spazio urbano, quali possono essere i 9 lidi di Ravenna. Gli ambienti periurbani spesso soffrono di problemi legati alla mobilità e alla qualità degli interventi precedenti, che non sono più adeguati a rispondere alle esigenze di questi territori.

Altro punto fondamentale è che non si può fare rigenerazione urbana senza la partecipazione dal basso. Tutti gli stakeholder del territorio devono sentirsi coinvolti nella definizione delle priorità d’intervento.

Che cosa emerge da una prima analisi sui 9 lidi?

Nel corso degli anni ogni lido si è sviluppato in modo autonomo e indipendente rispetto agli altri. Quello che percepisco è che prima di questo progetto non si è mai parlato di un “sistema 9 lidi”.

Dal punto di vista strettamente della rigenerazione urbana non si può pensare solo a un recupero di tipo edilizio. Ciò che è importante riqualificare sono le connessioni fra i tre livelli di spazio che caratterizzano i lidi: area ambientale e agricola all’interno, fascia turistica intermedia (zona degli alberghi, delle seconde case, ecc.) e mare. Al momento mi sembra che non sia chiaro il rapporto fra questi tre livelli e, di conseguenza, non è ben chiara la distribuzione dello spazio.

Al workshop porterò pertanto l’esempio della città di Barcellona che dopo il forum del 2000 ha reinventato il rapporto tra città e mare, rivitalizzando così la fascia turistica intermedia.

Qual è la possibile metodologia di intervento nei 9 lidi?

Bisogna partire dalla definizione di un progetto strategico – cosa che mi pare si stia facendo con la visione di una piattaforma-destinazione “open air” che lavori tutto l’anno – e che rappresenti la linea generale di sviluppo per tutti i 35 km di costa e poi aiuti a definire le priorità d’intervento lido per lido.

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