Worskhop “Innovazione di prodotto: ambiente e food” Giacomo Costantini, Assessore al Turismo del Comune di Ravenna Martedì 24 ottobre 2017, ore 20,30, Fattoria Guiccioli, località Mandriole (Ra) Strada Prov. 24, n° 286

Ecco una breve intervista a Giacomo Costantini sulle possibili metodologie di intervento nei 9 lidi ravennati.

Che cosa si intende con “Innovazione di prodotto: ambiente e food”?

Con il bando sull’analisi reputazionale e il processo partecipativo per il Piano di valorizzazione dei 9 lidi ravennati, partivamo dal presupposto che i 35 km di costa del nostro Comune esprimono una grande potenzialità turistica finora non ottimizzata. E i cinque mesi di lavoro del processo partecipativo realizzati con più “canali” online e offline ce lo confermano.

In particolare emergono due macro risorse sulle quali possiamo lavorare: ambiente e food, entrambe radicate nella cultura dei luoghi e delle persone, e con un forte potenziale di domanda internazionale.

Quando parliamo di “innovazione di prodotto” nel turismo non dobbiamo confonderla con l’aggiunta di nuove pratiche di promo-commercializzazione. Che servono, sono utilissime, ma vengono un passo dopo. Prima dobbiamo aver capito a quale cliente rivolgersi, che cosa proporre di strutturato e come. Il turismo è un grande comparto economico-sociale del territorio e dobbiamo sperimentare, misurare e strutturare come facessimo “ricerca & sviluppo sostenibile” in una grande manifattura o in una grande impresa di servizi.

E’ un salto culturale che ci può allineare al successo di casi all seasons come Barcellona o Valencia, Londra o Camargue, Normandia o Lucca e Versilia per restare in Italia.

Che cosa emerge da una prima analisi sui 9 lidi?

Nei lidi nord e nell’entroterra vallivo abbiamo trovato terreno fertile a sviluppare innovazione di prodotto su quelle due importanti risorse, con operatori turistici, ambientali ed eno-gastronomici competenti e pronti a investire.

Mi riferisco ai casi del caseificio del buon Pastore, dell’azienda agricola Gambi e dell’azienda Marani appena acquisita da Engim solo per citarne alcuni.

È bene ricordare poi come nella stessa area siano presenti siti di importanza storico-culturale di primo piano come il capanno di Garibaldi, l’isola degli Spinaroni e Fattoria Guiccioli stessa. La ricchezza naturalistica, enogastronomica e storica può quindi dar vita a percorsi in grado di offrire più motivazioni che ben coadiuvate tra loro da servizi pensati per i visitatori e turisti della costa costituirebbero un enorme valore aggiunto.

Ovviamente la sperimentazione e il lancio di questa nuova offerta è inclusiva, cioè significa che genera vantaggi per tutta la comunità. Il mio impegno è far sì che l’intera destinazione Ravenna ne approfitti e avvenga un vero e proprio processo di emulazione virtuosa come spesso accade nelle grandi “industry” moderne, dove i follower spesso migliorano l’offerta, le prestazioni e il rendimento dei pionieri.

Qual è la possibile metodologia di intervento nei 9 lidi?

Come già detto anche dall’architetto Longa nell’altra intervista, dobbiamo partire dalla definizione di un progetto strategico condiviso che rappresenti la linea generale di sviluppo per tutti i 35 km di costa. L’analisi reputazionale e il processo partecipativo di questi 5 mesi di lavoro ci restituiscono una forte condivisione (55,6 punti a favore contro 2,4 contrari nei focus group) all’idea-guida di fare dei 9 lidi ravennati una grande piattaforma-destinazione “open air” che lavori tutto l’anno. Le macro risorse ambiente e food si integrano con le altre grandi risorse del mare, dello sport e della cultura.

Sono sicuro che è una scommessa che possiamo vincere soprattutto a livello internazionale e per questo pensiamo di adottare tre indicazioni operative molto chiare: spazio a innovazione e visione,  programmazione condivisa con i privati, accountability sociale del turismo per generare una forte e ampia cultura di accoglienza.

 

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