Workshop “Strategia di branding e competizione” Giuseppe Giaccardi, Consulente di strategia, Studio Giaccardi & Associati Mercoledì 25 ottobre 2017 ore 14.15, MAR Museo d’Arte di Ravenna, Sala Martini

Ecco una breve intervista a Giuseppe Giaccardi sulle possibili metodologie di intervento nei 9 lidi ravennati.

Che cosa si intende con “Strategia di branding e competizione”?

Fare branding significa dare valore di riconoscibilità e di reputazione a un marca di un bene o di un servizio. Per molti studiosi di marketing è l’atto competitivo per antonomasia.

Quando studiammo i dati statistici e di campo dei 9 lidi ravennati per partecipare al bando, ci accorgemmo subito di due punti di debolezza: da un lato, un’offerta inadeguata rispetto alla domanda di mercato e alle potenzialità del territorio, rivelata da un andamento dei flussi di arrivi e presenze assolutamente irregolare, cioè non governato; dall’altro lato, riconoscibilità e reputazione dei 9 lidi erano strutturalmente molto basse: i 5 cluster dell’ecosistema digitale dei 9 lidi (ricettivo, ristorazione, balneare, attrattori, eventi) erano composti da poche “unità web” con policy di marketing arretrate. Quest’ultimo aspetto di debolezza è stato poi confermato quando a fine maggio estraemmo i dati online su conversazioni e menzioni nei 175 siti al mondo che le ospitano (dai grandi social network alle major delle Online Travel Agency) e scoprimmo che i volumi di quelle tracce su internet dei clienti dei 9 lidi ravennati erano molto bassi, poco più di 10 mila recensioni all’anno contro volumi 4-5 volte superiori in altre destinazioni similari.

Tutto ciò significa che, a fronte di una domanda internazionale ancora forte, abbiamo adesso una grossa possibilità di miglioramento sia a livello di offerta turistica che di riconoscibilità e reputazione.

Per questo servono una strategia di competizione e un brand, cioè serve decidere “che cosa valorizzare di unico, per quale cliente, e come chiamarlo”.  Servono perciò una scelta di contenuti innovativi e una scelta di business: il turismo è un’economia a crescita formidabile in tutto il molto, e anche in Europa, in Italia e in Emilia-Romagna, ma occorre saper vendere, anzi occorre “sapere farsi comprare” perché si guadagna di più.

Che cosa emerge da una prima analisi sui 9 lidi?

I canali di analisi online e offline che abbiamo strutturato – l’analisi della reputazione online, le proposte sulla piattaforma partecipativa www.ravenna.ilturismochevorrei.it, i focus group fisici con operatori, cittadini ed esponenti dei vari organi locali – ci hanno restituito principalmente tre input: 1) crescono in reputazione e in competitività le attività che innovano e che mettono i clienti davanti a tutto; 2) l’idea-guida di fare dei 9 lidi una grande piattaforma-destinazione “open air” accessibile tutto l’anno online e offline ha trovato un consenso notevole (55,6 punti contro 2,4 nei focus group), mettendo a prodotto risorse come ambiente, food, sport, mare e cultura che vanno integrate tra loro; 3) ci sono due ritardi da colmare con passi certi: mobilità locale e programmazione di offerta turistica condivisa tra pubblico e privato.

A partire da questi input si può diventare ambiziosi e raccogliere molto. Come giustamente accennato dall’Assessore Costantini nell’intervista precedente, possiamo emulare destinazioni all seasons di successo come Valencia, Camargue, Bretagna o Normandia e ottenere risposte economiche e sociali importanti.

Qual è la possibile metodologia di intervento nei 9 lidi?

Intanto vediamo che cosa produrranno i 4 workshop che proponemmo in sede di bando. Sono luoghi di sintesi e condivisione del percorso progettuale svolto da fine maggio ad oggi, e dai quali vogliamo fare emergere i “decaloghi” di intervento per l’atteso Piano di valorizzazione dei 9 lidi ravennati. I quattro fattori competitivi, che l’analisi reputazionale ha convalidato, quali rigenerazione urbana, innovazione di prodotto con focus sulle risorse ambiente e food, strategia di  branding e competizione, eco-sistema digitale, sono passaggi chiave perché mettono a sistema i 9 lidi.

Poi credo servano due fatti: una cabina di regia della destinazione condivisa tra operatori e Amministrazione per la governance di quei fattori  e ovviamente un budget “industriale” del sistema i 9 lidi per l’innovazione, l’engineering, il marketing e la formazione. Budegt che a sua volta potrebbe essere pubblico e privato, sarebbe un’opzione forte.

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